Dispositivi CPAP per trattamento apnee notturne e russamento

Dispositivo ventilatore CPAP per trattamento apnee notturne e russamenti

CPAP è l’acronimo di “Continuous Positive Airway Pressure” ovvero “ventilazione meccanica a pressione positiva continua.

Si tratta un metodo di ventilazione respiratoria utilizzato principalmente nel trattamento delle apnee del sonno, sistema per il quale vennero sviluppate le prime apparecchiature inventata nel 1980 dal Prof. Colin Sullivan (Università di Sidney, Australia).

Per un corretto trattamento delle apnee notturne, ci sono alcune indicazioni da seguire prima dell’impiego di un dispositivo CPAP:

 

  • Perdita di peso: il peso eccessivo è ritenuto ad oggi uno dei principali fattori di rischio per l’OSAS;
  • Nel caso di pazienti con specifici problemi anatomici, può essere suggerito loro di sottoporsi ad intervento chirurgico (rimozione di parte del palato molle, ugola e altri tessuti, chirurgia maxillo-facciale, etc…) o, in casi selezionati, di utilizzare un apparecchio ortodontico di silicone morbido da posizionare in bocca.

La ventilazione in modalità PAP viene comunemente impiegata per pazienti con grave insufficienza respiratoria, inclusi i neonati prematuri. In questi soggetti, la ventilazione PAP può prevenire la necessità di intubazione endotracheale, oppure può permettere di rimuovere l’intubazione più prontamente.

Su Giugiuba sono disponibili 3 differenti modelli, tutti in offerta con sconti variabili dal 43% al 47%.

In fase di acquisto saràpossibile scegliere gli accessori a corredo, ad esempio maschera nasale o maschera facciale.

Modelli CPAP LTK300 CPAP LTK305 CPAP LTK310
Auto-regolazione della pressione
Funzione limitatrice della pressione PVA
Compensazione delle perdite
Allarme di bassa pressione
Raccolta di dati da scheda SD
Segnalazione di efficacia
Report di conformità •<

I dispositivi CPAP proposti da Giugiuba hanno numerosi accessori e ricambi a corredo, visibili nella pagina al seguente link.

Altre informazioni sui dispositivi CPAP ed impiego:

Nei casi di sindrome delle apnee nel sonno (OSAS, Obstructive Sleep Apnea Syndrome)) di entità severa la terapia di riferimento si basa sull’impiego di un dispositivo di ventilazione notturna CPAP. Tale trattamento viene personalizzato in base alla storia clinica, alla visita medica ed ai risultati della polisonnografia.
La terapia più efficace per l’OSAS è il trattamento di tipo strumentale. Si possono, infatti, mantenere “aperte” le prime vie aeree con l’utilizzo di un apparecchio ventilatorio a pressione positiva.
Il russamento e le apnee notturne (OSAS)  sono dovuti alla difficoltà di passaggio dell’aria attraverso le prime vie aeere. Il palato molle e la lingua si rilassano durante il sonno e restringono o addirittura chiudono temporaneamente a livello della faringe il flusso d’aria.
In questi è importante prendere dei provvedimenti perché il russamento e le apnee notturne aumentano il rischio d’ipertensione, infarto e ictus.

Il rimedio non chirurgico più efficace è l’utilizzo del dispositivo CPAP (Continuous Positive Airway Pressure). Trattasi di una mascherina da indossare durante la notte che produce una continua pressione positiva d’aria. L’aria spinta nelle prime vie aeree evita episodi di russamento ed apnea.

In commercio ci sono diversi modelli di CPAP che coinvolgono variamente bocca e/o naso.
Mentre il CPAP risolve il probl

ema dal punto di vista “aerodinamico” spesso acutizza altri disagi. Il paziente che usa il CPAP spesso lamenta una frustrante esperienza di “sottomissione” alla macchina.

Una grande percentuale dei pazienti che iniziano il trattamento con il CPAP dopo una settimana incominciano a non usarlo sempre ed un numero ancora maggiore smette definitivamente dopo 3 settimane. Ciò è dovuto al fatto che il CPAP obbliga ad un radicale cambiamento nelle abitudini d’uso. Molte persone non riescono proprio a tollerare la maschera.

La titolazione della CPAP consiste nella “personalizzazione” del ventilatore, ovvero in una serie di verifiche ed esami per individuare la pressione di funzionamento minima efficace. Insieme alla titolazione vengono effettuate prove con diverse maschere per consentire al paziente di scegliere la maschera più efficace e confortevole. Queste verifiche sono fondamentali per garantire il massimo del confort al paziente e per minimizzare i più comuni disturbi legati alla respirazione mediante una mascherina, quali irritazione e congestione nasale.

Le macchine PAP vengono principalmente usate dai pazienti nelle loro abitazioni per il trattamento dell’apnea del sonno, disturbo in cui le vie aeree superiori si restringono parzialmente sino ad occludersi durante le fasi più profonde del sonno, provocando un brusco risveglio del soggetto. Gli apparecchi per la PAP riescono a contrastare questo fenomeno, fornendo un flusso di aria compressa, attraverso una mascherina facciale (o nasale) ed un tubo, permettendo di mantenere pervie la vie aeree (tramite la pressione dell’aria) in modo che la respirazione resti regolare.

La macchina PAP eroga l’aria alla pressione prescritta (nota anche come pressione “titrata”). La pressione necessaria viene usualmente determinata da un medico dopo l’analisi di uno studio polisonnografico eseguito sotto la supervisione di un tecnico del sonno durante uno studio notturno in un laboratorio del sonno. La pressione titrata è la pressione dell’aria alla quale (la maggioranza, se non tutte) le apnee e le ipopnee vengono prevenute, e solitamente si misura in centimetri d’acqua (cmH20). Una tipica macchina PAP può fornire pressioni tra i 4 ed i 20 cm; unità più specializzate possono fornire pressioni fino a 25 o 30 cm.

Il trattamento con la macchina PAP è altamente efficace nella sindrome delle apnee ostruttive, anche se a volte si hanno soltanto miglioramenti parziali. Per alcuni pazienti, il miglioramento della qualità del sonno dovuto al trattamento con la PAP sarà notato già nella prima notte d’utilizzo.

Alcuni pazienti candidabili all’utilizzo della PAP sono riluttanti ad accettare questa terapia, dal momento che la maschera facciale (a volte soltanto nasale) ed il tubo che la collega alla macchina sembrano poco comodi e forse ingombranti, ed il flusso d’aria che deve essere somministrato deve essere regolato, per alcuni pazienti, ad un livello vigoroso e rumoroso. Alcuni pazienti si adattano al trattamento in poche settimane, altri devono fare molte prove (di maschere ed apparecchi) per potere in seguito adattarsi all’uso quotidiano, ed infine altri interrompono il trattamento completamente già nella prima settimana.

L’accettazione della terapia da parte del paziente può migliorare grazie al sostegno di una équipe medica durevole, che disponga di vari tipi di maschere ed apparecchi [senza fonte] , e che permetta al paziente di scegliere tra varie apparecchiature e maschere PAP. I produttori delle PAP frequentemente offrono modelli diversi a differenti prezzi, e le maschere PAP hanno molte diverse dimensioni e forme, facendo che spesso alcuni utenti abbiano bisogno di provare diverse maschere prima di trovare una che si conformi perfettamente al loro viso ed alle loro necessità, abitudini e sensazioni.

Tipologie di dispositivi C-PAP:

  • C-PAP (Continuous Positive Airway Pressure) fornisce una pressione positiva costante rispetto alla pressione atmosferica.
    • nC-PAP applicazione per neonati (nasal Continuous Positive Airway Pressure) tramite occhialini nasali
    • nP-C-PAP applicazione per neonati (nasopharyngeal Continuous Positive Airway Pressure)
    • o nM-C-PAP applicazione per neonati (nasal mask Continuous Positive Airway Pressure) tramite maschera nasale
  • A-PAP o Auto-PAP (Automatic Positive Airway Pressure) fornisce automaticamente al paziente una titolazione, o regolazione, della pressione, impostandola sul valore minimo necessario a mantenere la pervietà delle vie aeree respiro dopo respiro e misurando la resistenza degli atti respiratori del paziente; di conseguenza offre al paziente la giusta pressione richiesta in quel dato momento, evitando i compromessi derivanti dalla pressione fissa.
  • V-PAP o B-PAP (Variable/Bilevel Positive Airway Pressure) fornisce due livelli di pressione, uno all’inspirazione (IPAP) e uno, inferiore, all’espirazione (EPAP).
  • xPAP ST (Spontaneous Time) è un dispositivo che stabilisce un determinato numero di atti respiratori al minuto, e viene utilizzato nel trattamento dei pazienti con apnee centrali.

Auto-CPAP e CPAP Bi-Level

Auto-CPAP è una CPAP che la possibilità di variare automaticamente la pressione in risposta alla variazione di flusso (apnee/ipopnee o limitazione) o intensità del russamento. Ha un utilizzo preferenziale in pazienti con scarsa compliance al trattamento con CPAP o in pazienti affetti da OSAS con apnee/ipopnee presenti soltanto in periodi limitati (ad esempio in stretta ed esclusiva associazione con la fase REM).
La CPAP Bi-level ha la possibilità di utilizzare due livelli pressori differenti durante l’inspirazione e l’espirazione. Questo tipo di ventilatore viene utilizzato nei pazienti con apnee nel sonno affetti da patologie polmnonari e/o in soggetti con sindrome ipoventilatoria. In alcuni casi il ricorso alla Bi-level è motivato dalla scarsa compliance all’uso della CPAP o alla scarsa efficacia della CPAP.
Il ventilatore servo-assistito è un tipo particolare di Bi-level che il medico prescrive per alcuni specifici Disturbi Respiratori nel Sonno causati dall’insufficienza cardiaca o da altre malattie che colpiscono il centro del respiro (Cheyne Stokes Respiration).
L’efficacia del trattamento con CPAP nel risolvere il problema delle apnee nel sonno è vicina al 100%. I pazienti affetti da OSAS che iniziano il trattamento con CPAP hanno immediatamente la percezione del beneficio con la scomparsa della sonnolenza diurna sin dalle primissime notti di impiego del ventilatore. Spesso la percezione di un sonno finalmente ristoratore dopo anni di notti non riposanti è tale da determinare un “amore a prima vista” con la CPAP.
Oltre al beneficio sul sonno la CPAP agisce migliorando tutti i parametri cardio-circolatori, metabolici ed infiammatori del paziente: si riduce l’ipertensione arteriosa e spesso si ha una progressiva riduzione del soprappeso. A lungo termine si minimizza il rischio di incorrere in infarto e/o ictus cerebrale.
Ad oggi il trattamento di ventilazione notturna è l’unico per cui sia anche stata dimostrata una sicura azione di prevenzione dei fattori di rischio vascolari e metabolici legati alle apnee nel sonno.

Componenti di un apparecchio C-PAP:

C-PAP: Apparecchio compressore, tubo, maschera
• Blower un apparecchio compressore che per l’appunto aumenta la pressione dell’aria di qualche cm d’acqua.
• Tubo (Chiamato anche Circuito) collega la macchina blower (a volte tramite un umidificatore) all’interfaccia
• Interfaccia (più semplicemente la Maschera) fornisce la connessione alla via aerea dell’utente
Caratteristiche opzionali
• Umidificatore (humidifier) aggiunge umidità all’aria insufflata
o Humidifier Heated: una camera d’acqua riscaldata che può aumentare il comfort del paziente eliminando la secchezza dell’aria compressa. La temperatura può essere di solito aggiustata o spenta per agire come un umidificatore passivo se desiderato.
o Humidifier Passive: L’aria viene soffiata attraverso una camera d’acqua non riscaldata e dipende dalla temperatura dell’aria ambientale. Non è così efficace come il tipo riscaldato summenzionato ma può aumentare il comfort del paziente eliminando la secchezza dell’aria compressa.
• La ramp viene usata per diminuire temporaneamente la pressione e permettere all’utente di prendere sonno più facilmente. La pressione aumenta gradualmente al livello prescritto in un arco di tempo che può essere regolato dal paziente oppure dal fornitore della DME.
• La exhalation pressure relief permette una breve caduta della pressione durante la espirazione per ridurre lo sforzo richiesto. Questa caratteristica è nota con il marchio C-Flex in alcune macchine PAP costruite da Respironics e con EPR nelle macchine della Resmed.
• I registri data logging tengono un diario dell’accettazione basica del sistema PAP da parte del paziente (“compliance”) in modo dettagliato, permettendo al medico del sonno (oppure al paziente) di scaricare ed analizzare il flusso di dati registrati dalla macchina per verificare l’efficacia del trattamento.

Queste caratteristiche in genere aumentano la probabilità di tolleranza e compliance della PAP.

Manutenzione dei dispositivi CPAP

Come per tutti i macchinari medici di lunga durata, una corretta manutenzione e un attento utilizzo sono essenziali per un funzionamento corretto, una durata maggiore dell’unità e un comfort maggiore del paziente. Il giusto livello di cura e manutenzione per ogni apparecchio PAP varia a seconda della tipologia e delle condizioni d’uso; ogni apparecchio è corredato di un dettagliato libretto d’istruzioni a seconda del tipo e del costruttore dello stesso.

La maggior parte dei produttori raccomandano che il consumatore finale esegua la manutenzione settimanale. Le unità devono essere controllate regolarmente per il deterioramento materiale e devono essere tenute pulite. Collegamenti elettrici consumati o logorati possono presentare il rischio di scosse elettrice o di incendio; tubi e maschere consumate possono ridurre l’efficacia dell’unità. La maggior parte di queste si servono di alcuni modelli di filtraggio, e i filtri quindi devono essere puliti o sostituiti secondo un regolare programma. Nei tubi e nelle maschere inoltre si accumulano pelle squamata, polveri sottili, e può anche svilupparsi della muffa. Le unità di umidificazione devono essere tenute prive di muffa ed alghe.

Portabilità ed impiego fuori casa

Poiché una costante conformità è un importante fattore nel successo di una cura, è necessario che i pazienti che viaggiano abbiano pieno accesso ad attrezzature portatili. Progressivamente, le unità PAP stanno diventando sempre più semplici leggere e compatte.
Esistono in commercio diverse Cpap o Auto Cpap con batterie portatili, con pannelli solari ed accessori per utilizzo tramite accendi-sigaro (12/24V) specificatamente studiato per Autotrasportatori.
Inoltre le Cpap-AutoCpap (alcuni modelli), sono utilizzabili (con alimentazione a batteria) su voli a lungo raggio. Nei voli a corto raggio non è permesso l’utilizzo.

Accessori CPAP

Per utilizzare il dispositivo, sono necessari una serie di accessori e consumabili che permettono al paziente di effettuare la terapia in sicurezza e con estremo comfort:

  • Maschere: I dispositivi CPAP, AutoCPAP, BiLevel e i ventilatori servoassistiti sono collegati al paziente tramite un’interfaccia (maschera), che viene posizionata sul volto con apposite cinghiette. Le maschere più comunemente usate per il trattamento delle apnee notturne sono di tre tipi:
    • Olive nasali: le olive nasali hanno cuscinetti da posizionare all’interno delle narici e permettono l’entrata del flusso di aria erogata dal ventilatore direttamente nel naso del paziente.
    • Nasali: le maschere nasali avvolgono il naso e permettono l’entrata del flusso di aria erogata dal ventilatore nel naso del paziente.
    • Oronasali: coprono naso e bocca e sono consigliate nel caso in cui il paziente abbia difficoltà a respirare con il naso oppure se ha problemi di secchezza alla gola derivanti dall’apertura della bocca durante il sonno.
  • Umidificatore: L’umidificatore ha lo scopo di umidificare l’aria che viene generata dal dispositivo. Viene prescritto dal medico specialista in caso di eccessiva secchezza delle prime vie aeree o di continui raffreddori.
  • Circuiti: La maschera viene connessa all’apparecchio mediante un apposito tubo di connessione chiamato circuito paziente, attraverso cui passa il flusso d’aria. Il circuito può essere fabbricato in PVC e polietilene.
  • Filtri: Solitamente di due tipi, filtri aria e filtri antipolline, posti all’ingresso del ventilatore, hanno il compito di trattenere l’eccessivo pulviscolo ambientale, che potrebbe andare a compromettere il funzionamento del dispositivo e la qualità del flusso d’aria inspirata dal paziente.

 

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